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lunedì 14 marzo 2022

Fastweb Cyber Security Rapporto Clusit 2022

Anche quest’anno Fastweb contribuisce a fotografare la situazione del cyber crime in Italia fornendo un’analisi dei fenomeni più rilevanti elaborata dal proprio Security Operations Center (SOC). In linea con la nuova strategia “Tu sei Futuro” che oltre a sostenere la digitalizzazione, l’attenzione per l’ambiente e la più ampia diffusione delle competenze digitali nel nostro Paese Fastweb concorre a fornire un ulteriore strumento di conoscenza dei macro trend in corso.

L’analisi inserita all’interno del Rapporto Clusit 2022, il report sulla sicurezza ICT dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, ha evidenziato un’ulteriore crescita degli attacchi cyber, che nel 2021 sfiora il 10% a livello globale, contestualmente all’incremento del livello di impatto dei singoli incidenti: il 32% di essi è stato infatti caratterizzato da una severity “critica” e il 47% “alta”.  In generale, secondo gli esperti Clusit, i cyber attacchi nel 2021 sono stati più mirati e meglio tarati per colpire bersagli specifici, dimostrando che è sempre più forte la mano della criminalità organizzata sul cybercrime.

Dall’analisi sull'infrastruttura di rete di Fastweb, costituita da oltre 6,5 milioni di indirizzi IP pubblici su ognuno dei quali possono comunicare centinaia di dispositivi e server attivi presso le reti dei clienti, si sono registrati oltre 42 milioni di eventi di sicurezza, con un aumento del 16% rispetto agli eventi rilevati nel Report 2021. Al tempo stesso, però, cala in un anno del 16% il numero dei server e device privi dei livelli minimi di protezione che si attestano a 46.000 in totale. Negli ultimi anni il numero dei server e dei device esposti è in costante calo a dimostrazione che le aziende stanno progressivamente aumentando le proprie linee difensive.

In Italia tra i macro trend rilevati da Fastweb si osserva la continua crescita dei cosiddetti malware e botnet, infezioni che coinvolgono per la maggior parte dei casi le utenze domestiche ma che iniziano ad essere sempre più rilevanti anche nei dispositivi mobili, attraverso link di phishing condivisi grazie a SMS o app di messaggistica. La penetrazione di questa tipologia di attacchi fa segnare infatti un netto +58%. Riguardo alla distribuzione geografica dei malware, in Italia nel 2021 si rileva un aumento del numero di attacchi da server ospitati in Europa rispetto agli Stati Uniti.

Dopo l’aumento che si era manifestato nel 2020, con un raddoppio degli eventi in alcuni periodi dell’anno a seguito dei forti cambiamenti nel mondo del digitale introdotti dalla pandemia, nel 2021 gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), ovvero quelle minacce che consistono nel tempestare di richieste un sito fino a metterlo ko e renderlo irraggiungibile, sono tornati a crescere in maniera lineare, con 2.500 eventi e circa 18.000 anomalie registrate. I settori più colpiti si confermano il Finance/Insurance e la Pubblica Amministrazione, obiettivi che insieme costituiscono circa il 50% dei casi. A questi si aggiunge quello dell’Industria che ha presentato l’aumento più significativo, dal 7% del 2020 al 18% del 2021.

Per quanto riguarda i tentativi di attacco “applicativo”, rivolto cioè ai software dei dispositivi, la maggior parte delle tecniche utilizzate dal cybercrime sono correlate alla raccolta di informazioni e all’accesso ai dati, sfruttando le debolezze del linguaggio di programmazione per la gestione dei database. Dalla rilevazione risulta che la sorgente di questa tipologia di attacchi provenga in gran parte dagli Stati Uniti, seguiti dai Paesi Bassi e dall’Italia, che si posiziona al terzo posto con una percentuale dell’11% sul totale.

Il Report di quest’anno si arricchisce anche delle rilevazioni effettuate da Fastweb sui tentativi di intrusione tramite servizi Mail dove il principale vettore d’attacco, in crescita dell’11%, è l’utilizzo di URL malevoli che vengono impiegati nell’87% degli attacchi.

Si osserva, in generale, un incremento di tecniche organizzate in più fasi, che variano dall’installazione di software malevolo al furto dei dati personali degli utenti. Tra queste il Credential Phishing che, nonostante presenti un trend in lieve decrescita, rappresenta sempre la modalità di attacco più utilizzata con un peso del 60% sul totale.

Da anni partner di riferimento per aziende e pubbliche amministrazioni per i servizi di cyber security, Fastweb ha recentemente inaugurato a Bari un nuovo Security Operation Center. e Gestito da un team di specialisti e operativo 24 ore su 24 il nuovo centro si affianca al SOC di Milano per offrire ai clienti accesso alle professionalità e alle soluzioni più avanzate di protezione informatica. Inoltre, Fastweb che nel 2019 2019 ha acquisito per il 70% la società leader nei servizi per la sicurezza informatica 7Layers, contribuisce attivamente alla diffusione di programmi strutturati di formazione e awareness nel panorama italiano con i corsi in Cybersecurity Analyst e Network Security Architects erogati della Fastweb Digital Academy (FDA).

 

lunedì 8 marzo 2021

Fastweb e Rapporto Clusit 2021

 

Anche quest’anno Fastweb contribuisce a fotografare la situazione del cyber crime in Italia fornendo un’analisi dei fenomeni più rilevanti elaborata del proprio Security Operations Center (SOC). L’analisi inserita all’interno del Rapporto Clusit 2021 presentato il 2 marzo alla stampa, il report dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica sulla sicurezza ICT, ha evidenziato alcuni fenomeni in controtendenza rispetto al 2019, diretta conseguenza della pandemia di COVID-19 e del mutamento degli stili di vita che hanno impattato in modo rilevante sulle dinamiche del cybercrime.

Dall’analisi sull'infrastruttura di rete di Fastweb, costituita da oltre 6,5 milioni di indirizzi IP pubblici su ognuno dei quali possono comunicare centinaia di dispositivi e server attivi presso le reti dei clienti, si sono registrati oltre 36 milioni di eventi di sicurezza, in netta flessione rispetto agli eventi rilevati per il Report 2020 (- 16%).

La flessione è iniziata principalmente dopo il primo trimestre del 2020, in corrispondenza con il lockdown e la remotizzazione del lavoro di molte imprese. L’esposizione di alcune tipologie di servizi (SMB Server Message Block, RDP Remote Desktop Protocol, Telnet,...) si sono ridotti del 18% rispetto al 2019. Analizzando il solo mese di marzo 2020 è stata registrata addirittura una diminuzione di questo indicatore del 63%.

La maggior consapevolezza dei rischi legati agli attacchi informatici in periodo di pandemia ha spinto dunque le aziende ad innalzare i propri livelli di protezione dotandosi di strumenti tecnologici, come ad esempio firewall o VPN per garantire la continuità operativa. Tali strumenti da un lato hanno consentito ai dipendenti l’accesso da remoto alle reti virtuali aziendali, dall’altra ad avere una maggiore protezione perimetrale e una conseguente riduzione della superficie di attacco.

Una novità che, sebbene sia sicuramente positiva, ha spinto i criminali informatici a spostare la loro attenzione verso un punto più debole della catena ovvero verso l’endpoint, il pc del dipendente. Si è infatti notata una crescita del numero di attacchi indirizzati ai PC personali (85.000), che sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2019, dove si registravano 45.000 infezioni. Questo fenomeno è spiegabile considerando che, durante il periodo di emergenza, molte aziende non sono riuscite a dotare i propri dipendenti di laptop aziendali con conseguente utilizzo di dispositivi personali, solitamente maggiormente vulnerabili a malware e virus.

Un’ulteriore evidenza, del fatto che il cybercrime è in qualche modo evoluto verso tipologie di attacchi più efficaci durante questo periodo di lavoro da remoto, è anche data dal trend degli eventi DDoS (Distributed Denial of Service) registrati dal Security Operations Center (SOC) di Fastweb. Il volume degli attacchi DDoS infatti ha toccato i 7 Tbps, in fortissima crescita anche rispetto al mese peggiore dello scorso anno dove si attestava al massimo a 1.8 Tbps.

In particolare, si è notato un forte innalzamento dei volumi nei mesi del primo e secondo lockdown (marzo 2.2 Tbps, aprile 3.3 Tbps, maggio 5 Tbps, ottobre e novembre circa 6.5Tbps) per poi tornare negli altri mesi a valori in media con l’anno precedente. Il fenomeno riguarda senza esclusione un esteso numero di settori, tra i quali i più esposti risultano essere il Finance/Insurance e il mondo dei servizi che sono obiettivo nel 54% dei casi, seguiti dai settori PA, Service Provider e Media&Entertainment.

Nel “new normal”, che ha visto la rete diventare asset irrinunciabile del modo di lavorare e di vivere la società e il cybercrime adattarsi, attraverso nuove forme di vulnerabilità da sfruttare, la sicurezza informatica diventa sempre di più, insieme alla virtualizzazione dei processi abilitata dal cloud, uno dei cardini della trasformazione digitale delle imprese. Un settore in cui Fastweb opera già dal 2011, offrendo ad aziende e alla pubblica amministrazione servizi di protezione, analisi delle minacce e gestione preventiva, che aiutano i clienti a individuare le vulnerabilità, e a prevenire e difendersi dagli attacchi informatici.

Nell’ottica della strategia di costante rafforzamento dell'offerta di Cybersecurity, Fastweb ha acquisito all’inizio dello scorso ottobre il 70% di 7Layers, società leader nei servizi per la sicurezza informatica, fondata nel 2012 a Firenze. La società è stata inserita per quattro anni consecutivi, dal 2017 al 2020, dal Financial Times nella classifica delle mille compagnie che crescono più in fretta in Europa. E recentemente ha ricevuto da Palo Alto Networks, leader mondiale per la cyber security, il riconoscimento di Next Wave Managed Security Service Provider (MSSP) per la fornitura a livello globale di servizi gestiti, diventando dunque un partner per l’erogazione di soluzioni di tipo Managed Detection and Response (MDR) per la gestione e mitigazione degli attacchi più evoluti.

Ai servizi principalmente legati alla protezione delle infrastrutture di rete monitorate costantemente dal Security Operation Center (SOC), polo di eccellenza per la fornitura di servizi di sicurezza per le amministrazioni pubbliche e le aziende, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, si aggiungono quindi soluzioni avanzate di Threat Management e di Threat Intelligence, l'area della Security di cui 7Layers è leader, che permettono di aumentare sensibilmente il livello di protezione dell'IT aziendale grazie ad un approccio preventivo e alla capacità di gestione e di mitigazione degli attacchi più evoluti (Managed Detection and Response).

L'integrazione dei servizi offerti da 7Layers consentirà a Fastweb di rispondere a tutte le esigenze di protezione dei propri clienti grazie a un portafoglio strutturato e completo di strumenti di Cyber Security, con la possibilità di avere un controllo diretto end-to-end dell'intero ciclo di vita dei servizi erogati e di rispondere ancora più velocemente alle esigenze del mondo business.

martedì 10 marzo 2020

Cyber Security e Rapporto Clusit 2020

Anche quest'anno Fastweb contribuisce a fotografare la situazione della cyber security e cyber crime in Italia fornendo un'analisi dei fenomeni più rilevanti elaborata del proprio Security Operations Center (SOC). L'analisi presentato alla stampa il 5 Marzo 2020 ed inserita all'interno del Rapporto Clusit 2020, il rapporto dell'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica sulla sicurezza ICT, si basa sugli oltre 43 milioni di attacchi informatici (in aumento dell'1% rispetto al numero degli eventi rilevati per il Report dell'anno precedente) transitati sull'infrastruttura di Fastweb costituita da più di 6,5 milioni di indirizzi IP pubblici su ognuno dei quali possono comunicare fino a centinaia di dispositivi e server attivi presso le reti dei clienti.

L'analisi effettuata da Fastweb mette in luce alcuni fenomeni in controtendenza nell'ambito della cyber security rispetto agli anni precedenti. In particolare, accanto alla significativa e costante crescita dei cosiddetti malware, che coinvolgono per la maggior parte le utenze domestiche si evidenzia, rispetto agli anni scorsi, una importante e positiva riduzione, dal 30% al 7%, degli attacchi di natura DDoS (Distributed Denial of Service) verso la Pubblica Amministrazione, che nel 2018 occupava il secondo posto nella classifica dei settori più attaccati (per il 2019 si colloca invece al sesto posto). Verosimilmente si tratta di un effetto derivante dalla progressiva introduzione di strumenti di difesa da parte dagli enti pubblici attraverso l'adesione alla convenzione SPC per i servizi di cybersecurity che hanno contribuito a rendere il settore meno remunerativo, e di conseguenza meno attrattivo, per il cyber crime.

A fronte dell'aumento generale degli attacchi DDoS, soprattutto verso il mondo del Gaming e dei settori Finance/Insurance verso i quali si indirizza il 40% degli attacchi (seguiti dai settori Servizi, Media&Entertainment, Service Provider) si registra però un effetto positivo sulla durata degli eventi stessi che si è progressivamente ridotta in relazione al progressivo consolidamento delle tecniche di difesa e dei metodi di mitigazione all'interno delle aziende così come delle pubbliche amministrazioni. La diminuzione della durata a meno di 3 ore per il 95% degli attacchi costituisce un chiaro indicatore dell'efficacia delle misure adottate dai centri di competenza per il contrasto al cyber crime.

Dall'analisi sulla situazione italiana appare inoltre evidente un cambiamento nella "geografia" degli attacchi. Attraverso l'utilizzo di proxy "ponte" che si appoggiano a Paesi (al primo posto gli Usa, seguiti dalla Germania) che generano grandi volumi di traffico legittimo diventa sempre più difficile adottare contromisure basate sulla provenienza geografica dell'attacco: un fenomeno sempre più diffuso e globale che richiede l'adozione di strumenti di difesa sempre più sofisticati e di personale specializzato.

Il Security Operations Center (SOC) di Fastweb che ha effettuato l'analisi è un polo di eccellenza nel quale confluiscono le competenze e le tecnologie più avanzate con l'obiettivo di fornire i più elevati livelli di protezione informatica alle migliaia di piattaforme e collegamenti telematici che la società fornisce a istituzioni e aziende clienti. Il Centro di sicurezza è inoltre dedicato esclusivamente alla gestione dei servizi di sicurezza per le amministrazioni pubbliche e le aziende, attivo 24 ore su 24 per respingere attacchi e prevenire minacce.