martedì 24 marzo 2020

Intervista a Sergio Scalpelli


La reputazione di un’azienda è il mezzo attraverso il quale si riesce a creare un rapporto diretto e duraturo con i clienti e le istituzioni: gli studenti della Luiss hanno intervistato il Dott. Sergio Scalpelli direttore delle relazioni esterne ed istituzionali di Fastweb per saperne di più.
  • Cosa significa essere direttore delle relazioni esterne e istituzionali?
“Il direttore delle relazioni esterne e istituzionali si concentra sia sul rapporto con il sistema dei media, sia sul rapporto con gli enti istituzionali (con la pubblica amministrazione, le istituzioni statali e le grandi organizzazioni tipo Confindustria).” 
  • In un’azienda come Fastweb quanto è grande il peso del suo ruolo? Quanto un suo errore può costare alla reputazione dell’azienda?
“La mia è una mansione in cui un errore può danneggiare significativamente l’azienda soprattutto sul lato reputazionale. È un ruolo che va a innervare la strategia aziendale per renderla percepibile agli esperti e ai decisori politico amministrativi, […] rende comprensibili quali sono le strategie del gruppo e protegge gli interessi dell’azienda.”
  • Con l’avvento dei social network la strategia di comunicazione è cambiata nel corso degli anni. Lei ha vissuto questo passaggio in Fastweb?
“[…] usiamo molto i social network per il rapporto diretto con i nostri clienti e per le attività commerciali. Siamo presenti sui social sia in chiave propositiva, sia in risposta a tematiche generali in modo da comunicare il nostro posizionamento nell’ambito delle telecomunicazioni.”
  • Quali consigli darebbe ai giovani studenti che sono sempre più prossimi al mondo del lavoro per raggiungere una posizione come la sua?
 “Scegliete un’area come marketing, finanza o anche organizzazione del lavoro. Di dare grande importanza a una buona cultura umanistica, perché conoscere la storia è fondamentale: [..] vi consiglierei di concentrarvi sulle professioni emergenti legate al digital marketing, alla cyber security e al flexible work.”

martedì 17 marzo 2020

Internet al tempo del Coronavirus


È difficile immaginare che qualcosa di buono possa venir fuori dal Coronavirus, che in questo periodo sta causando migliaia di vittime e che ha contagiato quasi 100.000 persone in tutto il mondo. Ma forse il virus è riuscito a trasformare Internet che fino a poco tempo fa era usato per condividere gattini e meme, in una vitale macchina informativa.

Ma la paura ha riorientato le informazioni online e l'impegno in modi che non avremmo mai pensato possibili. Si nota, infatti, uno sforzo più concertato per fornire utili informazioni digitali. Lo stiamo vedendo attraverso nuove applicazioni, i social media, i siti web e le varie infografiche.

Poiché il Coronavirus non è contenuto in un singolo paese o continente, è impossibile ignorarlo come "problema di qualcun altro". La necessità di avere informazioni aggiornate sulla diffusione del virus è vitale in Italia come lo è in Corea del Sud, Cina, USA, nella nostra città e nel nostro quartiere.

Come ci si potrebbe aspettare, le notizie online si sono concentrate su aggiornamenti COVID-19 quasi in tempo reale. Si sta lavorando non solo per condividere informazioni sulla diffusione, ma per fornire aggiornamenti da ogni possibile fonte ufficiale e lavorare di più di quanto si sia mai visto per fornire informazioni sempre più accurate. 

Se il Coronavirus è riuscito ad uccidere un'altra cosa, queste sono le notizie false, le cosiddette fake news. Facebook e YouTube hanno lavorato straordinariamente per eliminare la disinformazione, le notizie false e le cure pericolosamente false dalle loro piattaforme.

Facebook è pieno di persone che condividono informazioni reali relative alla sanificazione e all'igiene, mentre altri stanno facendo del loro meglio per diffondere le notizie sul Coronavirus a livello locale (talvolta con alcune discutibili battute sui virus). Forse è solo il nostro parere, ma forse Twitter prende la cosa ancora più sul serio rispetto agli altri social. La gente si sta rendendo conto che la condivisione di preziosi aggiornamenti sulla diffusione del Coronavirus può salvare vite umane.

Forse uno dei motivi per cui Internet è così iper-focalizzato sul Coronavirus è che sta avendo un impatto sostanziale sulle aziende che hanno contribuito a costruire questa superstrada dell'informazione. Le aziende tecnologiche come Adobe, Amazon, Apple, Facebook, Google, tutte le società di telefonia mobile, le società di videogiochi e altre hanno dovuto fare i conti con la cancellazione di importanti eventi. Stanno inoltre affrontando il potenziale impatto economico del Coronavirus sulle loro attività. Hanno dovuto chiudere le fabbriche, chiedere ai dipendenti di lavorare da casa e, molto probabilmente, ricalibrare l'implementazione del prodotto e della tecnologia.

Il rovescio della medaglia sono quelli che utilizzano questa Autostrada dell'informazione rivitalizzata a proprio vantaggio. Ad Amazon, ad esempio, è stato chiesto dai legislatori di fare i conti con l'aumento del prezzo delle forniture per la prevenzione del coronavirus.

Tuttavia, ovunque online, ci sono informazioni su come sopravvivere alla pandemia. Stiamo imparando molto su come si diffondono i virus, su come e quanto lavarsi le mani (anche se non dovrebbe essere una novità), come creare in casa del disinfettante per le mani e sulla reale utilità delle mascherine e dei guanti monouso. Ma stiamo anche guardando con attesa ad una cura.

Su quest'ultimo punto, è significativo il fatto che il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, con la sua Chan Zuckerberg Initiative, abbia contribuito a sequenziare il genoma alla base del virus. Se questo porterà a un vaccino, potremmo dire che Internet ha aiutato a sconfiggere il Coronavirus.

Internet tuttavia non è un reale antidoto o una cura, ma è quello che è sempre stato, uno strumento e una piattaforma per connettere le persone con idee, intrattenimento e, soprattutto, informazioni. Probabilmente (purtroppo) non stiamo ancora vivendo il peggio che questa epidemia abbia da offrire, ma la risposta di Internet alla crisi è un balsamo inaspettato in un momento di rabbia, divisioni e notizie false. È anche la prova che forse, solo forse, possiamo imparare tutti a muoverci correttamente, su questa autostrada.

martedì 10 marzo 2020

Cyber Security e Rapporto Clusit 2020

Anche quest'anno Fastweb contribuisce a fotografare la situazione della cyber security e cyber crime in Italia fornendo un'analisi dei fenomeni più rilevanti elaborata del proprio Security Operations Center (SOC). L'analisi presentato alla stampa il 5 Marzo 2020 ed inserita all'interno del Rapporto Clusit 2020, il rapporto dell'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica sulla sicurezza ICT, si basa sugli oltre 43 milioni di attacchi informatici (in aumento dell'1% rispetto al numero degli eventi rilevati per il Report dell'anno precedente) transitati sull'infrastruttura di Fastweb costituita da più di 6,5 milioni di indirizzi IP pubblici su ognuno dei quali possono comunicare fino a centinaia di dispositivi e server attivi presso le reti dei clienti.

L'analisi effettuata da Fastweb mette in luce alcuni fenomeni in controtendenza nell'ambito della cyber security rispetto agli anni precedenti. In particolare, accanto alla significativa e costante crescita dei cosiddetti malware, che coinvolgono per la maggior parte le utenze domestiche si evidenzia, rispetto agli anni scorsi, una importante e positiva riduzione, dal 30% al 7%, degli attacchi di natura DDoS (Distributed Denial of Service) verso la Pubblica Amministrazione, che nel 2018 occupava il secondo posto nella classifica dei settori più attaccati (per il 2019 si colloca invece al sesto posto). Verosimilmente si tratta di un effetto derivante dalla progressiva introduzione di strumenti di difesa da parte dagli enti pubblici attraverso l'adesione alla convenzione SPC per i servizi di cybersecurity che hanno contribuito a rendere il settore meno remunerativo, e di conseguenza meno attrattivo, per il cyber crime.

A fronte dell'aumento generale degli attacchi DDoS, soprattutto verso il mondo del Gaming e dei settori Finance/Insurance verso i quali si indirizza il 40% degli attacchi (seguiti dai settori Servizi, Media&Entertainment, Service Provider) si registra però un effetto positivo sulla durata degli eventi stessi che si è progressivamente ridotta in relazione al progressivo consolidamento delle tecniche di difesa e dei metodi di mitigazione all'interno delle aziende così come delle pubbliche amministrazioni. La diminuzione della durata a meno di 3 ore per il 95% degli attacchi costituisce un chiaro indicatore dell'efficacia delle misure adottate dai centri di competenza per il contrasto al cyber crime.

Dall'analisi sulla situazione italiana appare inoltre evidente un cambiamento nella "geografia" degli attacchi. Attraverso l'utilizzo di proxy "ponte" che si appoggiano a Paesi (al primo posto gli Usa, seguiti dalla Germania) che generano grandi volumi di traffico legittimo diventa sempre più difficile adottare contromisure basate sulla provenienza geografica dell'attacco: un fenomeno sempre più diffuso e globale che richiede l'adozione di strumenti di difesa sempre più sofisticati e di personale specializzato.

Il Security Operations Center (SOC) di Fastweb che ha effettuato l'analisi è un polo di eccellenza nel quale confluiscono le competenze e le tecnologie più avanzate con l'obiettivo di fornire i più elevati livelli di protezione informatica alle migliaia di piattaforme e collegamenti telematici che la società fornisce a istituzioni e aziende clienti. Il Centro di sicurezza è inoltre dedicato esclusivamente alla gestione dei servizi di sicurezza per le amministrazioni pubbliche e le aziende, attivo 24 ore su 24 per respingere attacchi e prevenire minacce.

martedì 3 marzo 2020

Fastweb Mobile roaming su Wind Tre


In linea con quanto previsto dagli accordi stipulati l’anno scorso, alcuni clienti di rete mobile di Fastweb stanno già iniziando a passare alla rete di Wind Tre, in seguito all’accordo di condivisione per il 5G. Le prime segnalazioni mostrano infatti l’aggancio alla rete di Wind Tre già visibile dal desktop degli smartphone con SIM Fastweb Mobile attiva. Il 25 Giugno 2019 era stato infatti annunciato un accordo strategico che, facendo leva sugli asset specifici dei due operatori, consente di accelerare la realizzazione di una infrastruttura 5G su tutto il territorio nazionale.

L’accordo risulta prevalentemente rivolto allo sviluppo della rete 5G, similmente a quello sottoscritto tra TIM e Vodafone per la nascita della nuova Inwit, ma riguarda anche la rete 4G. I clienti Fastweb Mobile stanno infatti iniziando ad andare in roaming nazionale con Wind Tre proprio sulla rete 4G e anche per tutte le tecnologie precedenti. I servizi di roaming offerti da Wind Tre su scala nazionale permetteranno a Fastweb di estendere la sua copertura, ma tutti i clienti che verranno progressivamente interessati da questo passaggio non dovranno sostituire le proprie SIM.

La roadmap dell’accordo pubblicata mesi fa da Fastweb e Wind Tre, prevedeva già il passaggio dei clienti alla rete Wind Tre nel primo trimestre del 2020. Dal secondo trimestre del 2020, qualora le tempistiche venissero rispettate, Fastweb inizierà invece a fornire i suoi servizi di rete fissa wholesale a Wind Tre, e nello stesso periodo inizierà anche lo sviluppo della rete 5G condivisa su scala nazionale.

Per quanto concerne lo sviluppo della rete di quinta generazione, i due operatori hanno comunicato di voler coprire il 90% della popolazione entro il 2026 grazie all’accordo di condivisione per il quale il MiSE ha già rilasciato a Ottobre 2019 il nullaosta definitivo, contro il quale Iliad ha fatto recentemente ricorso al TAR.

Per Wind Tre, l’accordo di rete porterà anche ulteriori obblighi di copertura. L’AGCOM ha infatti reso noto di aver avviato il procedimento per applicare le disposizioni della Delibera 231/18/CONS che prevede nuovi obblighi integrativi o sostitutivi rispetto a quelli già previsti per l’impiego delle frequenze 5G.