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lunedì 13 novembre 2023

FastwebAI il nuovo assistente basato sull’Intelligenza Artificiale

 

A partire dall’8 novembre 2023 Fastweb sta sperimentando l’intelligenza artificiale ed ha lanciato FastwebAI, il primo assistente sul mercato basato sull’algoritmo GPT-3.5 Turbo di OpenAI, che sfrutta l’intelligenza artificiale generativa per accompagnare gli utenti alla scoperta dei servizi e delle offerte Internet fisse e mobili di Fastweb più adatte alle loro esigenze attraverso conversazioni naturali, immediate e personalizzate.

“Con l’avvento di Internet abbiamo assistito ad una rivoluzione digitale che ha trasformato il nostro modo di vivere e lavorare e oggi l'intelligenza artificiale rappresenta la nuova frontiera di questa profonda trasformazione. La vera sfida ora è rendere l’AI sempre più pervasiva e accessibile a tutti e con il lancio di FastwebAI vogliamo essere i primi a sperimentare questa tecnologia straordinaria nel modo in cui entriamo in contatto con le persone e interagiamo con loro” ha dichiarato Walter Renna, amministratore delegato di Fastweb.

La sperimentazione del nuovo assistente virtuale accessibile dal sito fastweb.it si inserisce all’interno del percorso di posizionamento dell’azienda che punta alla progressiva integrazione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie data-driven all’interno dei processi aziendali come leve strategiche per offrire servizi e prodotti sempre più innovativi per promuovere la digitalizzazione di famiglie, imprese e Pa.

Con FastwebAI è possibile ricevere informazioni sul mondo delle offerte consumer in maniera rapida e in qualsiasi momento attraverso l’interazione testuale con un assistente in grado di comprendere le necessità degli utenti e generare risposte dettagliate tramite logiche di auto apprendimento alimentate dal motore di Chat GPT.

Attraverso l’algoritmo di intelligenza artificiale generativa addestrato da Fastweb per comprendere e rispondere alle domande, FastwebAI è in grado di fornire risposte alle principali domande sui servizi dell’azienda come, ad esempio, le offerte per lo smartphone con più Giga o minuti illimitati, le informazioni sui costi di navigazione all'estero, i servizi aggiuntivi inclusi per le offerte di rete fissa o per il mondo delle p.iva, fino alla copertura del servizio mobile 5G.

Nei prossimi mesi FastwebAI verrà progressivamente istruito per generare risposte sempre più accurate incrementando anche le sue capacità di apprendimento e risposta attraverso l’integrazione di funzionalità per l’assistenza tecnica personalizzata. 

FastwebAI è basato su tecnologia GPT 3.5 Turbo e utilizza i servizi Microsoft Azure OpenAI per garantire agli utenti riservatezza dei dati e massime performance.

lunedì 24 maggio 2021

Censura Internet in Cina

Negli ultimi anni sono aumentate le proposte e i progetti per instaurare una maggior censura internet con un più alto controllo governativo sulla rete. Dalle proposte di verificare la maggiore età dell’utente su un sito tramite identificativo d’identità o bancario, sino all’uso dei controlli ActiveX (file con specifiche funzioni che si integrano con programmi e siti per attivare funzionalità per accedere ai siti governativi.


L’imposizione di un controllo su internet dunque non è una novità e misure anche più radicali, come l’interruzione, sono state già prese in passato. 

Le ragioni sono ovvie: controllare internet significa controllare il flusso di informazioni e stabilire ciò che viene letto e cosa no, influenzandone anche la velocità (misurabile con uno speed test)
 
In quest’ottica si inserisce il New IP pensato dal governo cinese per imporre un controllo ancor più stretto sulla rete nel territorio cinese tramite un monitoraggio in entrata di nuova concezione.
 
L’IP (o Internet Protocol) è un numero che identifica univocamente un dispositivo (detto host) collegato alla rete informatica. Si tratta di informazioni univoche che rientrano appieno nel concetto di privacy e quindi pienamente tutelate dal GDPR.


Il “New IP” cinese
Si articola principalmente su 3 punti:

  1. Identificazione univoca: ogni persona sarà collegata all’indirizzo IP anziché ogni dispositivo, rendendo così la persona associata ad un indirizzo permanente.
  2. Condizionalità della visibilità e dell’accesso ai contenuti: vedere determinati contenuti e avervi accesso è collegato ad un requisito, ossia il credito sociale.
  3. Centralizzazione totale della rete: unificare il credito sociale e la propria rete internet in un unico sistema su scala nazionale che integri tutta la sorveglianza in un’unica struttura.

Questi tre punti si articolano attorno al concetto chiave di credito sociale (noto come anche “social score”) su cui il governo cinese ha basato tutto il nuovo protocollo di controllo della rete.
 
Il credito sociale è un sistema di classificazione che valuta:
1) La reputazione sociale di un cittadino
2) L’affidabilità politica delle persone
3) La reputazione aziendale

Iniziato su scala locale nel 2009, il sistema è stato lanciato su scala regionale dal 2018 integrandosi al sistema di sorveglianza basato su milioni di videocamera, IA per il riconoscimento facciale e analisi big data.

Anche se le informazioni sono lacunose, si può osservarne lo sviluppo in base ai documenti burocratici pubblicati in merito. La mappa mostra lo stato di avanzamento dell’implementazione tra le varie province cinesi:


 

Che cos’è il New IP cinese
Secondo uno studio Huawei (potete trovarlo qui), nel 2035 oltre un bilione (cioè mille miliardi) di dispositivi elettronici saranno connessi ad internet sull’onda di una digitalizzazione di massa che coinvolgerà nuove industrie e nuove modalità di connessione e di lavoro. Ad esempio, si prevedono industrie manifatturiere basate sulla realtà aumentata.
 
Il bisogno di una tale connettività con le necessità di privacy e sicurezza che inevitabilmente un tale interconnessione comporta, costituiscono una sfida non semplice. Il New IP permetterebbe di soddisfare la domanda di connessione e allo stesso tempo offrirebbe flessibilità, sicurezza e privacy, secondo i teorici cinesi.
 
Si tratterebbe di un nuovo redesign di internet per creare una cosiddetta sicurezza intrinseca nel web imponendo la registrazione dell’utente individuale. La proposta di Huawei è quindi una nuova architettura internet per connettere network eterogenei e sistemi in un’unica rete.
 
Censura internet: Le conseguenze?
La proposta e la pianificazione tecnica di questo nuovo protocollo dimostrano che i mezzi per creare un letterale stato di sorveglianza esistono già e che, quando c’è la volontà,  il passo successivo è l’implementazione.
 
Le regole europee come il GDPR vanno nel senso diametralmente opposto, considerando l’IP un dato personale che va protetto.  Anche in Occidente non sono mancati tentativi di far passare limitazioni all’accesso ai contenuti o visibilità previa identificazione.
 
Si pensi quindi all’identificazione con carta bancaria per avere accesso ad internet non filtrato come avvenuto nel Regno Unito o con documento d’identità per  contenuti a luci rosse in Francia.
 
È quindi importante rimanere vigili e non illudersi che la lontananza sia un deterrente efficace. La censura dell’accesso alla rete, la condizionalità e la sorveglianza di massa sono in antitesi con la neutralità della rete e la libertà d’informazione.


Fonte: https://internet-casa.com/news/censura-internet-cina/

 

martedì 17 marzo 2020

Internet al tempo del Coronavirus


È difficile immaginare che qualcosa di buono possa venir fuori dal Coronavirus, che in questo periodo sta causando migliaia di vittime e che ha contagiato quasi 100.000 persone in tutto il mondo. Ma forse il virus è riuscito a trasformare Internet che fino a poco tempo fa era usato per condividere gattini e meme, in una vitale macchina informativa.

Ma la paura ha riorientato le informazioni online e l'impegno in modi che non avremmo mai pensato possibili. Si nota, infatti, uno sforzo più concertato per fornire utili informazioni digitali. Lo stiamo vedendo attraverso nuove applicazioni, i social media, i siti web e le varie infografiche.

Poiché il Coronavirus non è contenuto in un singolo paese o continente, è impossibile ignorarlo come "problema di qualcun altro". La necessità di avere informazioni aggiornate sulla diffusione del virus è vitale in Italia come lo è in Corea del Sud, Cina, USA, nella nostra città e nel nostro quartiere.

Come ci si potrebbe aspettare, le notizie online si sono concentrate su aggiornamenti COVID-19 quasi in tempo reale. Si sta lavorando non solo per condividere informazioni sulla diffusione, ma per fornire aggiornamenti da ogni possibile fonte ufficiale e lavorare di più di quanto si sia mai visto per fornire informazioni sempre più accurate. 

Se il Coronavirus è riuscito ad uccidere un'altra cosa, queste sono le notizie false, le cosiddette fake news. Facebook e YouTube hanno lavorato straordinariamente per eliminare la disinformazione, le notizie false e le cure pericolosamente false dalle loro piattaforme.

Facebook è pieno di persone che condividono informazioni reali relative alla sanificazione e all'igiene, mentre altri stanno facendo del loro meglio per diffondere le notizie sul Coronavirus a livello locale (talvolta con alcune discutibili battute sui virus). Forse è solo il nostro parere, ma forse Twitter prende la cosa ancora più sul serio rispetto agli altri social. La gente si sta rendendo conto che la condivisione di preziosi aggiornamenti sulla diffusione del Coronavirus può salvare vite umane.

Forse uno dei motivi per cui Internet è così iper-focalizzato sul Coronavirus è che sta avendo un impatto sostanziale sulle aziende che hanno contribuito a costruire questa superstrada dell'informazione. Le aziende tecnologiche come Adobe, Amazon, Apple, Facebook, Google, tutte le società di telefonia mobile, le società di videogiochi e altre hanno dovuto fare i conti con la cancellazione di importanti eventi. Stanno inoltre affrontando il potenziale impatto economico del Coronavirus sulle loro attività. Hanno dovuto chiudere le fabbriche, chiedere ai dipendenti di lavorare da casa e, molto probabilmente, ricalibrare l'implementazione del prodotto e della tecnologia.

Il rovescio della medaglia sono quelli che utilizzano questa Autostrada dell'informazione rivitalizzata a proprio vantaggio. Ad Amazon, ad esempio, è stato chiesto dai legislatori di fare i conti con l'aumento del prezzo delle forniture per la prevenzione del coronavirus.

Tuttavia, ovunque online, ci sono informazioni su come sopravvivere alla pandemia. Stiamo imparando molto su come si diffondono i virus, su come e quanto lavarsi le mani (anche se non dovrebbe essere una novità), come creare in casa del disinfettante per le mani e sulla reale utilità delle mascherine e dei guanti monouso. Ma stiamo anche guardando con attesa ad una cura.

Su quest'ultimo punto, è significativo il fatto che il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, con la sua Chan Zuckerberg Initiative, abbia contribuito a sequenziare il genoma alla base del virus. Se questo porterà a un vaccino, potremmo dire che Internet ha aiutato a sconfiggere il Coronavirus.

Internet tuttavia non è un reale antidoto o una cura, ma è quello che è sempre stato, uno strumento e una piattaforma per connettere le persone con idee, intrattenimento e, soprattutto, informazioni. Probabilmente (purtroppo) non stiamo ancora vivendo il peggio che questa epidemia abbia da offrire, ma la risposta di Internet alla crisi è un balsamo inaspettato in un momento di rabbia, divisioni e notizie false. È anche la prova che forse, solo forse, possiamo imparare tutti a muoverci correttamente, su questa autostrada.