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lunedì 3 marzo 2025

Fastweb e Branded Entertainment su ruolo dei brand BE The Change Have an Impact

Lo scorso ottobre, in STEP FuturAbility District, lo spazio tecnologico e divulgativo di Fastweb si è tenuto l’evento “BE THE CHANGE, HAVE AN IMPACT. Qual è il ruolo di brand oggi?” durante il quale aziende, istituzioni e terzo settore si sono incontrate per discutere insieme di come sia cambiato il ruolo dei brand nella società.  Le attività e le iniziative intraprese dai brand, infatti, influenzano l’immaginario collettivo conferendogli una responsabilità significativa nei confronti delle persone e dei territori in cui operano.

L’evento che ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Milano è stato organizzato da Fastweb con l’Osservatorio del Branded Entertainment - associazione  che si propone di contribuire alla diffusione del branded entertainment come leva di comunicazione alternativa alla pubblicità tradizionale - con l’obiettivo di interrogarsi su quali sono le nuove responsabilità dei Brand,  in che modo possano ridefinire gli obiettivi della propria comunicazione e quali  azioni debbano intraprendere per migliorare il contesto sociale e ambientale in cui operano. 

L'incontro si è aperto con i saluti di Michele Sarzana, Head of brand, Communication & Digital Experience di Fastweb e Laura Corbetta Presidente di OBE, CEO & Founder YAM112003 a cui sono seguiti approfondimenti, interviste e panel moderati dal giornalista Giampaolo Colletti.  

“Alla ricerca della felicità ritrovata” è il titolo del primo intervento con la presenza di Chiara Bisconti, Consulente, scrittrice ed esperta di lavoro agile che ha trattato il ruolo della felicità nella società contemporanea e di come l’organizzazione d’impresa ne sia una parte costituente. In seguito, Anna Vitiello, Direttore Scientifico di OBE, ha raccontando il passaggio dalla comunicazione tradizionale dei brand all’utilizzo di strategie più impegnate sul piano sociale, illustrando la possibilità per i brand di esprimersi con maggiore audacia, sfruttando il branded entertainment per prendere posizione. Questo comporta numerose sfide che possono esporre l'azienda a rischi, come greenwashing, woke washing, pinkwashing, o al fenomeno del hushing, ovvero non parlare dei propri progetti per paura di essere criticati.  

Durante il primo panel “Brand, terzo settore e istituzioni” sono intervenuti Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare del Comune di Milano, Giancarla Pancione, Direttrice Brand, Marketing & Fundraising di Save the Children, Claudia Spinelli Head of Brand Marketing Italy Red Bull, Lucio Berta Group Head of Brand Marketing Communication & Social Media Reale Group. I relatori, in uno scambio moderato da Francesco Morace, Sociologo e saggista, hanno discusso delle sfide dei brand nel conciliare business e impegno sociale, triangolando con terzo settore e istituzioni. L’incontro è proseguito con l’intervista di Giampaolo Colletti a Paolo Iabichino, Scrittore Pubblicitario e Fondatore Osservatorio Civic Brands con Ipsos per un confronto sull’attuale ruolo della comunicazione aziendale che deve acquisire una dimensione anche civica.

Il secondo Panel “Collab e coopetition - Quando i brand si uniscono per generare un maggiore impatto” si è focalizzato sul tema delle collaborazioni e coopetition, necessarie per affrontare temi come il benessere mentale, i diritti civili, la violenza di genere e l’inclusione sociale. Le relatrici coinvolte hanno portato la loro esperienza raccontando i progetti seguiti: Laura Corbetta, Presidente OBE e CEO & Founder YAM112003 con la campagna “ShowReal”, Luciana de Laurentiis Head of Corporate Culture & Inclusion Fastweb con “PARI. Insieme contro la violenza di genere” e Francesca Colombo con BAM Direttore Generale e Culturale di BAM, Biblioteca degli Alberi Milano, e Fondazione Riccardo Catella. 

L’incontro si è concluso con i saluti finali di Anna Vitiello e Roberta Artuso, Manager of Brand Empowerment Fastweb, che ha voluto porre l’attenzione sull’importanza per i brand di innescare un cambiamento autentico che generi sempre più valore per le persone, integrando le cause sociali nella comunicazione e contribuendo al cambiamento.

Per rilanciare alla collettività un messaggio forte per colmare i “gap” e costruire un Futuro di Pace nel dicembre del 2023 Fastweb ha lanciato un nuovo messaggio con il Murales Close the Gap. Peace is our Future, in via De Castillia a Milano.  L’impegno di Fastweb si è concretizzato anche con il sostegno a Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Fastweb sostiene Save the Children anche nel 2024/2025 con una donazione e la messa in campo di progetti e attività a supporto delle bambine e bambini e le loro famiglie che gravitano intorno ai Punti Luce di tutta Italia, spazi ad alta densità educativa, che sorgono nei quartieri e nelle periferie maggiormente svantaggiate delle città, per offrire opportunità formative ed educative gratuite a bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni. 

Questo momento di riflessione comune, unito alle azioni messe in campo nell’ambito della collaborazione con Save the Children, è parte del percorso che Fastweb ha scelto di intraprendere per diventare attore della società a 360 gradi, riconoscendo l’impatto che la propria voce può avere nella società.  

lunedì 4 dicembre 2023

Inspiring your Future AI Edition

Lunedì 13 novembre si è svolto "Inspiring your Future - AI Edition", l’evento realizzato da Fastweb in collaborazione con Boston Consulting Group (BCG) e dedicato alle sfide future dell’intelligenza artificiale generativa. Nell'innovativa cornice di STEP "FuturAbility District relatori ed esperti provenienti da istituzioni, aziende e mondo accademico si sono riuniti per confrontarsi sugli impatti della nuova tecnologia. La tavola rotonda rientra all’interno del ciclo di workshop ispirazionali sulle nuove tecnologie promossi da Fastweb con l’obiettivo di fornire spunti e suggestioni utili per contribuire ad indirizzare le decisioni strategiche nell’ambito del futuro dell’innovazione.

Il fattore umano al centro per lo sviluppo dell’AI

Per rendere l’Italia veramente protagonista della rivoluzione dell’AI nel mondo è necessario promuovere una profonda visione antropocentrica che accompagni il Paese verso il futuro dell’intelligenza artificiale, ha spiegato nel suo intervento di apertura Walter Renna, amministratore delegato di Fastweb, delineando inoltre al pubblico alcune delle prospettive più promettenti nell’ambito dell’AI tra cui lo sviluppo della robotica e dell’automazione intelligente. Particolare attenzione, secondo Renna, deve essere rivolta al bilanciamento delle opportunità e dei rischi dell'IA generativa, che permette alle macchine non solo di rispondere alle domande ma anche di generare contenuti sempre più rilevanti e simili a quelli umani, rivoluzionando così le interazioni digitali. Con il lancio, ad esempio, di Fastweb AI, il nuovo assistente virtuale dell’azienda basato sull’algoritmo di ChatGPT, Fastweb ha voluto sperimentare uno strumento per semplificare le interazioni con i clienti, ottimizzare i processi e offrire soluzioni innovative nel campo delle telecomunicazioni. In questo quadro, conclude Renna, la realizzazione di un ecosistema italiano dell’AI in grado di mettere a fattor comune il know how di aziende, istituzioni e mondo accademico può contribuire a supportare l’Italia e l’Europa verso una posizione di leadership nel settore.

Secondo l’ultimo Report 2023 di Boston Consulting Group, le imprese italiane hanno risposto positivamente all’introduzione dell’AI ed i casi d’uso sono ormai trasversali a diversi settori industriali. L’AI generativa rappresenta un fattore di discontinuità nell’evoluzione dei trend tecnologici, conferma Paola Scarpa, Managing Director & Partner BCG, evidenziando come l’introduzione su scala globale del linguaggio generativo abbia contributo fortemente ad aumentare l’ottimismo delle persone nei confronti di questa tecnologia, stimolando la proliferazione di nuove sperimentazioni. In questo contesto la qualità e la varietà dei dati impiegati nell'addestramento costituiscono un fattore determinante per sviluppare nel futuro intelligenze artificiali sempre più avanzate.

Un esempio virtuoso del cambiamento di paradigma generato dall’introduzione dell’intelligenza artificiale è rappresentato dalle grandi aziende del settore manifatturiero italiano che, come analizzato da Rita Cucchiara, professoressa di Ingegneria e Scienza informatica del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell'Università di Modena e Reggio Emilia, si sono trasformate nel tempo in fornitrici di servizi software grazie all’introduzione di modelli linguistici di grandi dimensioni. Il cambiamento è radicale e per questo secondo Cucchiara è necessario investire risorse ulteriori in ricerca e sviluppo e nella formazione di ragazzi e ragazze nelle Università per contribuire a sostenere la crescita complessiva dell’AI in Italia, imparando anche a proteggersi dai suoi rischi.

Aziende pubbliche e private dovrebbero quindi poter fare sinergia e realizzare una piattaforma infrastrutturata che permetta la condivisione di competenze e know how e in grado di sviluppare servizi software all’avanguardia basati sull’intelligenza artificiale, ha spiegato successivamente Fredric Wall, Enterprise AI Senior Director di NVIDIA. È infatti il momento giusto per accelerare le sperimentazioni in ambito AI anche grazie al supporto dei giovani talenti e delle aziende maggiormente innovative in Italia.

Gli impatti dell’AI nell’industria, nei servizi e nella PA

L’AI ha rivoluzionato radicalmente il settore medico trasformando l'approccio alla diagnosi, il trattamento e la gestione dei pazienti. L’impatto dell'IA sulla medicina non è una prospettiva futura ma una realtà in continua evoluzione, conferma Alfredo Cesario, Ceo Gemelli Digital Medicine & Health nel corso dell’evento. In particolare nel campo della ricerca farmaceutica l’AI ha già permesso di rivoluzionare la realizzazione di nuovi farmaci, accelerandone significativamente i tempi di ricerca grazie all’utilizzo di metodologie analitiche avanzate.

L'introduzione dell'intelligenza artificiale ha generato profonde trasformazioni anche all’interno del settore finanziario che emerge come uno dei più influenzati dall'adozione delle tecnologie di AI considerando la predisposizione del settore alla gestione di grandi quantità di dati, ha evidenziato successivamente Stefano Bison, Group Head of Business Development, Partnerships & Innovation di Generali. L’AI permette di ottenere un vantaggio competitivo, migliorare l'efficienza operativa e offrire servizi migliori ai propri clienti, evidenzia Bison, e in particolare nell’ambito finanziario sono già attivi use case che integrano l’intelligenza generativa con altre tipologie di AI per sviluppare nuovi modelli di business.

Dal punto di vista degli impatti sul mondo del lavoro e delle competenze, spiega invece Ivan Ortenzi, Chief Innovation Evangelist di BIP, l’AI cambierà il modo di fare innovazione nelle aziende e contribuirà a sostituire le mansioni più meccaniche e ripetitive in quanto non sarà più la loro meccanicità a renderle sostituibili. I manager del futuro, ad esempio, avranno quindi più bisogno di “soft skills” in quanto le “hard skills” meccaniche o ripetibili, come quelle di progettazione, potranno essere delegate all’AI.

Nell’ambito degli impatti sociali, Nicola Neri CEO di IPSOS, ha offerto al pubblico uno sguardo sulla percezione degli italiani nei confronti dell’intelligenza artificiale: circa la metà del campione intervistato manifesta preoccupazione a causa dei rischi associati, tuttavia nonostante l’incertezza complessiva sul futuro, l’interesse e la curiosità verso l’AI generativa risultano in forte crescita. In questa fase, secondo Neri, è quindi fondamentale dotare le persone degli strumenti più adatti per governare questa tecnologia.

Il fattore umano rimane quindi cruciale per indirizzare al meglio lo sviluppo dell’AI, anche secondo Augusto di Genova, Chief Enterprise Officer di Fastweb che nell’intervento di chiusura dell’evento ha sottolineato l’urgenza di investire nella formazione di nuove competenze e nuove figure professionali essenziali per governare efficacemente la rivoluzione dell’AI. Ad oggi, continua di Genova, l’AI rappresenta uno strumento straordinario in grado di dare un “boost” alla produttività delle aziende, tuttavia è necessario prendere in considerazione con maggiore attenzione i rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale.

L'intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione straordinaria con il potere di impattare in modo significativo il mondo del lavoro e la società, generando opportunità concreto di progresso. Per guidare questa rivoluzione diventerà quindi sempre più cruciale favorire la condivisione di conoscenze e know-how tra aziende ed istituzioni, promuovendo una visione centrata sulle persone nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.