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lunedì 25 agosto 2025

Fastweb+Vodafone sostiene la VI edizione della 5G Academy

Fastweb + Vodafone rinnova il proprio sostegno alla FIVE G Academy Post-graduate (Future Interactive immersive Efficient Green technologies Academy), l’iniziativa promossa dall’Università degli Studi Federico II di Napoli per avvicinare le giovani generazioni al mondo delle telecomunicazioni e dell’innovazione tecnologica. L’Academy, con lezioni dal 29 maggio al 15 novembre, prevede la formazione gratuita di figure professionali altamente specializzate nell’ambito della Digital Transformation, con un focus sulle tematiche del 5G e delle nuove tecnologie.

Nel 2025 le attività dell’Academy beneficeranno della collaborazione con RESTART, “RESearch and innovation on future Telecommunications systems and networks, to make Italy more smart”, importante programma di ricerca e sviluppo pubblico realizzato in Italia e finanziato dall’Unione Europea a favore della crescita dei talenti e della diffusione delle competenze digitali.

Il percorso è rivolto a profili laureati in discipline STEM, economiche, giuridiche e umanistiche e prevede sessioni in aula ed attività pratiche su use case reali a contatto con il mondo dell’impresa e della ricerca.L’obiettivo comune è quello di costruire un ponte solido e dinamico tra formazione, impresa e ricerca, generando valore e innovazione per il futuro del Paese. 

Fastweb+Vodafone contribuirà attraverso docenze, testimonianze e supporto ai project work a cura di propri manager, l’erogazione di un contributo alla ricerca e la donazione di borse di studio a sostegno del merito. Grazie alla partnership la società rilancia il proprio impegno a favore delle nuove generazioni e dello sviluppo del mindset digitale per favorire l’employability e l’avvio dei percorsi di carriera in ambito innovativo.

lunedì 10 febbraio 2020

Fastweb con Fim-Cisl per la Fabbrica del Futuro


Ripensare il lavoro in fabbrica alla luce delle nuove tecnologie: Intelligenza Artificiale, Blockchain, Cloud, 5G al centro del primo corso "Fabbrica Futuro" in programma martedì 11, mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio 2020, organizzato da Fastweb per la Federazione Italiana Metalmeccanici aderente alla Cisl. I tre giorni di formazione presso la sede della Fastweb Digital Academy a Milano avranno il fine di disegnare un percorso di reskilling e upskilling in grado di prepare i lavoratori all'avvento di tecnologie che stanno rivoluzionando in modo drammatico i processi produttivi e il modo di lavorare in fabbrica.

Per i 40 partecipanti al corso, è stato dunque predisposto un percorso di formazione per fornire quelle competenze richieste dalla trasformazione digitale in atto nel settore industriale: da digital skills e personal branding, dalla cyber security, al Cloud Computing e ancora le nuove reti 5G, il ruolo dell'IoT, dell'Intelligenza Artificiale e della blockchain nei processi produttivi. L'obiettivo è quello di fornire oltre che gli strumenti tecnici anche la necessaria consapevolezza rispetto non solo ai rischi ma alle opportunità che il digitale può offrire. 

In occasione della tre giorni di workshop, i corsisti avranno l'occasione di visitare il Data Center Tier IV di Fastweb - infrastruttura di ultima generazione che rappresenta il cuore dei servizi di cloud e digital trasformation offerti dall'azienda - e del Security Operations Center Enterprise, il centro attivo 24 ore su 24 che protegge le aziende e gli enti pubblici dagli attacchi informatici.
Sergio Scalpelli, Direttore delle Relazioni esterne e istituzionali di Fastweb commenta così l'iniziativa: "Attraverso Fastweb Digital Academy ci impegniamo da più di tre anni in quella che per noi è una sfida culturale per l'Italia, ovvero la diffusione di competenze critiche che sostengono lo sviluppo di nuove professionalità, le quali saranno sempre più richieste da un mercato del lavoro che oggi evolve molto più rapidamente rispetto al passato" - e aggiunge - "Dopo aver creato nuove opportunità di lavoro per giovani in cerca di occupazione e offerto gratuitamente percorsi formativi anche a professionisti di piccole e medie imprese, oggi siamo orgogliosi di aprire le porte della nostra scuola al mondo della fabbrica per offrire ai lavoratori strumenti in grado di metterli nelle condizioni di cogliere appieno le opportunità derivanti dalla forza disruptive del digitale e delle nuove tecnologie, che non solo stanno rivoluzionando il modo di fare impresa, ma sono di fatto elementi di rilancio della competitività del nostro Paese oltre che fonte di una nuova sostenibilità sociale e ambientale".        
                       
Fastweb Digital Academy è la scuola per le nuove professioni digitali nata a Milano nel 2016 nell'ambito di Cariplo Factory, con l'obiettivo di accelerare l'incontro tra i giovani e il mondo del lavoro tramite percorsi di formazione specialistica sulle nuove competenze digitali. L'Academy offre corsi completamente gratuiti a giovani in cerca di prima occupazione, ai professionisti e alle piccole e medie imprese. In tre anni, la scuola ha già rilasciato oltre 4.000 certificati, per un totale di 7.000 ore di lezione, 234 classi formate a Milano, Genova, Bari, Palermo, Pescara e Cosenza, 60 corsi a catalogo. Per informazioni sui corsi, le iniziative dell'Academy e le modalità di iscrizione consultare il sito: https://www.fastwebdigital.academy

martedì 7 novembre 2017

Digital Transformation di Fastweb



La Digital Transformation (trasformazione digitale) è un universo tridimensionale. È l'analista IDC, nel corso dell'evento milanese "Digital Transformation Conference" a spiegare come il fenomeno sulla bocca di tutti i manager (non solo IT) possa essere descritto in 3D, definito da tre assi cartesiani: dati (in esplosione!), digitalizzazione (addio hardware, benvenuto cloud!) e disruption (nuovi modelli di business digital native e nuove opportunità anche per i settori più tradizionali).

 Dati
L'esplosione dei dati generati quotidianamente da privati e aziende è sotto gli occhi di tutti, ma IDC li quantifica: il numero di record prodotti globalmente cresce a un tasso medio annuo composto (CAGR) del 40%. Si passerà, infatti, dai 4,4 Zettabyte* del 2013 a 44 ZB di dati che verranno creati nel mondo nel 2020. E non saranno solo gli individui a contribuire a questa "esplosione": la rivoluzione dell'Internet degli oggetti è solo all'inizio ma, stima l'analista, nel 2020 ci saranno oltre 30 miliardi di oggetti interconnessi, che andranno a costituire reti IoT di endpoint in grado di comunicare tra loro senza alcun intervento umano, utilizzando la connettività Internet per scambiarsi dati.

"La portata di questa rivoluzione nel corso del prossimo decennio - esordisce Sergio Patano, Research & Consulting Manager di IDC - sarà ancora più ampia visto che l'80% di dati prodotti dalle reti IoT è ancora di tipo destrutturato. Le aziende hanno capito l'importanza di correlare, integrare e analizzare in modo congiunto questi record, per ottenere informazioni utili a indirizzare le decisioni future. Il ruolo dei big data, in un contesto di questo tipo, è quindi primario. Così come lo è quello del cloud, per garantire quella granularità degli investimenti a sostegno della digitalizzazione che è fondamentale al giorno d'oggi. Nessuno si può più permettere di sostenere economicamente faraonici progetti IT come in passato".

Digitalizzazione
L'informazione è l'elemento centrale della trasformazione digitale. "Il più grande distributore di contenuti è Facebook, e non ha nessun contenuto di proprietà. Lo stesso dicasi per Airbnb, che è il maggior operatore dell'hospitality senza avere alcun immobile, neppure una camera di proprietà. E si tratta di disruptor, nuovi operatori che sfruttano l'innovazione digitale sovrapponendosi ai player tradizionali e sconvolgendo gli equilibri del mercato", commenta Patano. Le aziende investono già oggi in quest'area, quella della digitalizzazione, ma lo faranno ancora di più in futuro, tanto che a tendere (nel 2020) 1/3 del budget IT sarà convogliato in via esclusiva su quella che IDC ha ribattezzato "information transformation".

Venendo ai riflessi più prettamente aziendali della rivoluzione in atto, IDC suggerisce di implementare la digitalizzazione lungo 5 direttrici chiave: la leadership (capacità di sviluppare e implementare una strategia per la trasformazione digitale dell'azienda), l'omni-experience (capacità di attrarre e far crescere la fiducia di clienti, partner e dipendenti creando esperienze interattive), la gestione intelligente delle informazioni (capacità di sfruttare le informazioni per ottenere un vantaggio competitivo), i modelli operativi (capacità di rendere le operation più reattive ed efficaci, facendo leva su prodotti e servizi, asset, persone e partner connessi digitalmente) e la forza lavoro (la trasformazione del modo in cui le aziende accedono ai talenti, li connettono tra loro e con l'ecosistema di riferimento per generare valore).

Come affrontare la disruption
Ma come è possibile approcciare in modo efficace la nascita di nuovi modelli di business, di nuovi concorrenti, di nuove modalità di condurre un business tradizionale? "Affrontare le sfide della digital disruption si può, anzi si deve - suggerisce l'analista -. Bisogna farlo in modo scientifico, agendo su quattro aspetti chiave". Anzitutto, creando nuovi ruoli, in un'ottica di leadership transformation. In Italia, i leader deputati sono i CIO, ma nascono anche figure nuove come l'Head of Innovation, l'Head of Strategy e l'Head of Digital. Le LOB oggi detengono una fetta sostanziale del budget dedicato alla digital innovation e la trasformazione digitale non più solo legata agli aspetti IT. 

In seconda battuta, attraverso lo sviluppo di una piattaforma: digitale (B2C, Business-to-Consumer) oppure enterprise, nelle due declinazioni B2B (Business-to-Business) e B2E (Business-to-Employee). In questo senso, fondamentale è il ruolo del cloud per far dialogare a livello applicativo, di piattaforma e di infrastruttura gli ambienti tradizionali con i nuovi ambienti digitali. Ma bisognerà attivarsi anche per creare un vero e proprio "ecosistema digitale", il che significa estendere il digitale anche oltre i confini aziendali, ai clienti e ai partner. Tutto questo lavoro, però, ha ben poco senso se non si creano all'interno dell'organizzazione dei veri e propri innovation lab, in grado di favorire il nurturing delle idee, la loro condivisione e arricchimento, ma anche la valutazione della loro fattibilità e sostenibilità nel tempo.

Disruption
"Solo se si riesce ad applicare la teoria del pensiero laterale, a guardare con occhi nuovi al business si può innovare senza essere travolti dalla digitalizzazione - mette in guardia Patano -. L'alternativa all'innovazione è il fallimento. Un esempio su tutti è quello di Kodak, che è stata la prima azienda a depositare il brevetto di una macchina fotografica digitale. I suoi manager, però, hanno pensato che la messa in commercio di una fotocamera di questo tipo avrebbe avuto ripercussioni negative sulla vendita di carta fotografica e di rullini così hanno accantonato il progetto e da lì in poi è iniziato il declino, tanto che nel gennaio 2015 la società ha definitivamente chiuso i battenti".

Ma allora come si fa a governare la digital transformation? IDC ha la sua ricetta: "È tempo - conclude Patano - che le aziende compiano un salto quantico, passando da un mondo tridimensionale come quello descritto a un framework 3D, in cui i tre assi cartesiani, rappresentati da altrettante "I", siano realmente integrati, circolari e liquidi".

Il segreto, quindi, è innovare – non solo prodotti e servizi ma anche modelli organizzativi e obiettivi dell'azienda -, integrare - le capacità digitali con la piattaforma IT aziendale - e incorporare - non solo le tecnologie ma anche gli skill nuovi e nuovi modelli di governance, che permettano di gestire l'innovazione senza perdere il controllo.

Un nuovo corso, quindi, che impone di rivedere i modelli di sourcing IT di tipo tradizionale per abbracciare nuove modalità più agili – cloud in testa –, in grado di garantire una granularità degli investimenti e consentano di mettere a fattor comune le competenze interne e quelle tecniche, progettuali e verticali dei partner tecnologici.
*triliardi, ovvero miliardi di byte, un numero corrispondente a una potenza di 1021

Ma vediamo nel concreto in cosa consistono le soluzioni proposte da Fastweb per realizzare la rivoluzione della Digital Transformation:
  • Cloud Infrastrutturale Le soluzioni di Cloud Computing per realizzare servizi ICT agili, efficienti, sicuri e vicini alle esigenze di business
  • Servizi di Data Center Per ospitare i tuoi server e apparati aziendali con la massima sicurezza ed affidabilità e realizzare soluzioni di Cloud Ibrido
  • Gestione documentale in Cloud Per rendere efficiente, grazie al Cloud il trattamento dei documenti in azienda
  • Difendersi da minacce avanzate Il servizio per rilevare, investigare e rimuovere in tempo reale minacce informatiche legate ad attacchi APT (Advanced Persistent Threat)
  • Prevenire le minacce e analizzare informazioni Le soluzioni per raccogliere e conservare log, monitorare l’esposizione dell’Azienda ad attacchi informatici con security intelligence e data analytics in Cloud
  • WiFi per l’Azienda La rete wireless aziendale flessibile, ad alte prestazioni ed integrata nel Cloud
  •  WiFi per il Business Soluzioni WiFi avanzate per sviluppare business attraverso la conoscenza, l’engagement e la fidelizzazione della propria Clientela