lunedì 2 novembre 2026

Competenze digitali il 78% degli italiani riconosce un gap ma solo in pochi accedono alla formazione

È stato presentato a Roma il rapporto “Governare le competenze - il punto di vista degli italiani sulla formazione”, commissionato da Fastweb Digital Academy e realizzato da Youtrend in occasione del decimo anniversario della scuola per le competenze digitali di Fastweb+Vodafone, sullo stato dell’alfabetizzazione digitale in Italia.

I risultati della ricerca sono stati illustrati da Lorenzo Pregliasco, Founding Partner di Youtrend, nel corso di una tavola rotonda, alla presenza dell’On. Walter Rizzetto, Presidente Commissione XI Lavoro Camera, dell’On. Chiara Tenerini, Commissione XI Lavoro Camera, del Dott. Pasquale Staropoli, Capo Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Dott. Paolo Vicchiarello, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, di Marco Bentivogli, Docente presso POLIMI Graduate school of Management e Fondatore di Base Italia e di Walter Renna, Amministratore delegato di Fastweb+Vodafone.

Il bisogno di formazione

La formazione continua è percepita come una necessità. Il 78% degli italiani riconosce un gap formativo, evidenziando una spinta culturale verso il bisogno di formazione e l’apprendimento continuo. La formazione è vista principalmente come strumento per migliorare la qualità del lavoro quotidiano, ma anche come utile per cambiare settore o professione e per aumentare la propria retribuzione a parità di lavoro svolto. Tra chi ha investito su se stesso seguendo almeno un corso nell’ultimo anno, la modalità preferita è l’online (55% degli intervistati), con un forte apprezzamento per la flessibilità oraria, a testimonianza della maggiore praticità dei contenuti fruiti digitalmente. Tuttavia, mentre il 70% dei laureati ha già intrapreso percorsi di formazione, la quota crolla al 24% tra chi possiede solo la licenza media. Un divario che diventa ancora più allarmante considerando che quasi la metà di questi ultimi non ha alcuna intenzione di formarsi, rischiando di perdere competitività nel mercato del lavoro. C’è inoltre un effetto "saturazione" sulle competenze di base: oltre il 76% del campione si sente preparato sulle competenze digitali fondamentali, motivo per cui l’interesse a formarsi in queste aree cala.

I trend di AI e Cybersecurity

Sulla formazione, la distanza più significativa riguarda l’Intelligenza Artificiale, dove solo il 44% degli intervistati dichiara di sentirsi preparato, a fronte del 45% che la indica come la competenza più rilevante per il lavoro e la più richiesta in termini di formazione. L’atteggiamento degli italiani verso questa tecnologia è diviso a metà tra chi teme l’impatto dell’IA sulla propria carriera e chi non è preoccupato degli impatti sul suo lavoro. Dall’analisi, emerge inoltre che chi si è già formato è significativamente più preoccupato degli impatti (54% contro il 41% di chi non si è formato), suggerendo che la maggiore consapevolezza sia il motore principale che spinge verso l’aggiornamento e l’adattamento ad un cambiamento percepito come reale e immediato.

La cybersicurezza è ritenuta la competenza più rilevante per il mercato del lavoro solo dal 26% degli italiani e attira appena il 19% di interesse formativo, evidenziando un significativo disallineamento con i principali report sul mercato del lavoro che indicano la cybersecurity tra le competenze chiave del 2030.

Il divario Pubblico vs Privato

A conferma di come il divario non sia solo tecnico, ma anche strutturale, due terzi degli intervistati (66%) percepiscono differenze significative tra settore pubblico e privato nelle competenze digitali richieste a parità di mansione. Questa percezione evidenzia la necessità di un approccio sempre più coordinato per garantire sempre più opportunità di crescita professionale.