È stato presentato a Roma il rapporto “Governare le competenze - il punto di vista degli italiani sulla formazione”, commissionato da Fastweb Digital Academy e realizzato da Youtrend in occasione del decimo anniversario della scuola per le competenze digitali di Fastweb+Vodafone, sullo stato dell’alfabetizzazione digitale in Italia.
I risultati
della ricerca sono stati illustrati da Lorenzo Pregliasco, Founding Partner di
Youtrend, nel corso di una tavola rotonda, alla presenza dell’On. Walter
Rizzetto, Presidente Commissione XI Lavoro Camera, dell’On. Chiara Tenerini,
Commissione XI Lavoro Camera, del Dott. Pasquale Staropoli, Capo Segreteria
Tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Dott. Paolo
Vicchiarello, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Presidenza del
Consiglio dei Ministri, di Marco Bentivogli, Docente presso POLIMI Graduate
school of Management e Fondatore di Base Italia e di Walter Renna,
Amministratore delegato di Fastweb+Vodafone.
Il
bisogno di formazione
La
formazione continua è percepita come una necessità. Il 78% degli
italiani riconosce un gap formativo, evidenziando una spinta culturale
verso il bisogno di formazione e l’apprendimento continuo. La formazione è
vista principalmente come strumento per migliorare la qualità del lavoro
quotidiano, ma anche come utile per cambiare settore o professione e per
aumentare la propria retribuzione a parità di lavoro svolto. Tra chi ha
investito su se stesso seguendo almeno un corso nell’ultimo anno, la
modalità preferita è l’online (55% degli intervistati), con un forte
apprezzamento per la flessibilità oraria, a testimonianza della maggiore
praticità dei contenuti fruiti digitalmente. Tuttavia, mentre il 70% dei
laureati ha già intrapreso percorsi di formazione, la quota crolla al 24% tra
chi possiede solo la licenza media. Un divario che diventa ancora più allarmante
considerando che quasi la metà di questi ultimi non ha alcuna intenzione di
formarsi, rischiando di perdere competitività nel mercato del lavoro. C’è
inoltre un effetto "saturazione" sulle competenze di base:
oltre il 76% del campione si sente preparato sulle competenze digitali
fondamentali, motivo per cui l’interesse a formarsi in queste aree cala.
I trend
di AI e Cybersecurity
Sulla
formazione, la distanza più significativa riguarda l’Intelligenza Artificiale,
dove solo il 44% degli intervistati dichiara di sentirsi preparato, a
fronte del 45% che la indica come la competenza più rilevante per il lavoro e
la più richiesta in termini di formazione. L’atteggiamento degli italiani verso
questa tecnologia è diviso a metà tra chi teme l’impatto dell’IA sulla propria
carriera e chi non è preoccupato degli impatti sul suo lavoro. Dall’analisi,
emerge inoltre che chi si è già formato è significativamente più preoccupato
degli impatti (54% contro il 41% di chi non si è formato), suggerendo che
la maggiore consapevolezza sia il motore principale che spinge verso
l’aggiornamento e l’adattamento ad un cambiamento percepito come reale e
immediato.
La
cybersicurezza è ritenuta la competenza più rilevante per il mercato del lavoro
solo dal 26% degli italiani e attira appena il 19% di interesse formativo,
evidenziando un significativo disallineamento con i principali report sul
mercato del lavoro che indicano la cybersecurity tra le competenze chiave del
2030.
Il
divario Pubblico vs Privato
A conferma
di come il divario non sia solo tecnico, ma anche strutturale, due terzi
degli intervistati (66%) percepiscono differenze significative tra settore
pubblico e privato nelle competenze digitali richieste a parità di
mansione. Questa percezione evidenzia la necessità di un approccio sempre più
coordinato per garantire sempre più opportunità di crescita professionale.

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